Liliana Segre, le sue parole ai giovani in un volume gratis in edicola- Corriere.it

Liliana Segre, le sue parole ai giovani in un volume gratis in edicola- Corriere.it

27 Ottobre 2020 Off Di giornalenuovaimmagine


Io provo ancora speranza. Liliana Segre deve avere dentro di s una forza non comune. La si percepisce guardandola, ascoltandola, leggendola. Le sue parole, per quanto sia stato senza fondo l’abisso della Shoah, che ha fissato con i suoi occhi e vissuto sulla sua pelle quando aveva tredici anni, sono sempre rivolte alla speranza e a un’umanit capace di rinascere a vita nova: la giovent.

Ho scelto la vita. La mia ultima testimonianza pubblica sulla Shoah, di Liliana Segre (prefazione di Ferruccio de Bortoli, a cura di Alessia Rastelli, pp. 64), edito dal Corriere della Sera, con il sostegno e la partecipazione di Esselunga. Dal 30 ottobre in edicola gratis con il Corriere Ecco perch l’ultimo racconto pubblico della sua esperienza, raccolto ora nel volume Ho scelto la vita. La mia ultima testimonianza pubblica sulla Shoah, curato da Alessia Rastelli ed edito dal Corriere della Sera, si rivolto ancora una volta alle ragazze e ai ragazzi della scuola, lo scorso 9 ottobre a Rondine, nell’Aretino. E da Rondine Cittadella della Pace, organizzazione che accoglie studenti da Paesi nemici (israeliani e palestinesi, russi e ceceni, serbi e kosovari…), quel discorso si indirizzato a tutte le scuole d’Italia e del mondo. Infatti, la pace e la convivenza in che modo si possono quotidianamente costruire se non con la cultura e l’educazione?

Aveva sessant’anni Liliana Segre quando, dopo essere caduta in una disperante depressione, decise di intraprendere il suo percorso nella memoria per far conoscere a tutti, soprattutto agli italiani, la sua storia di italiana ed ebrea che, dopo le sciaguratissime leggi razziali del 1938, divenne semplicemente e orribilmente invisibile agli occhi dei suoi connazionali.

Era quello della piccola Liliana, di suo padre Alberto, dei nonni Giuseppe e Olga, che furono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, partendo dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano, un destino ineluttabile o una storia evitabile se chi vedeva non si fosse girato dall’altra parte e non avesse assunto l’abito dell’indifferenza?

Noi oggi sappiamo che di queste storie, al contempo individuali e nazionali, costellata la tragica vicenda dell’Italia nel Novecento e l’ultima testimonianza pubblica della senatrice Liliana Segre ci interpella direttamente affinch ci che stato non si ripeta. C’ da augurarsi che Ho scelto la vita sia accolto dalle scuole italiane non solo come un libro da leggere ma come una tragica esperienza di vita da meditare, giacch mostra con la stessa pelle tatuata — 75190 il numero ancora visibile sull’avambraccio della senatrice — il valore contemporaneo della storia. Proprio le scuole, con il loro lavoro che non solo di conoscenza ma di formazione umana, possono svolgere al meglio questo compito.

Ferruccio de Bortoli, editorialista ed ex direttore del Corriere della Sera, che come presidente onorario del Memoriale della Shoah di Milano firma la prefazione del volume, ricorda che proprio la sede del Memoriale, ossia i sotterranei della Stazione Centrale, sono stati considerati e vissuti come anonimi depositi postali per tutto il secolo scorso. Questa omissione o smemoratezza ha il sapore della rimozione ma proprio la rimozione — lo spostamento del tab nei sotterranei della coscienza — di impedimento al ricordo, alla conoscenza e alla rigenerazione della vita morale che se impara dai suoi tragici errori sapr, forse, opporsi all’indifferenza. Non un caso se Liliana Segre ha voluto che la parola Indifferenza fosse incisa sul muro all’ingresso del Memoriale della Shoah di Milano. E non un caso che Liliana Segre abbia deciso di testimoniare per l’ultima volta davanti agli studenti, perch la sua — e la nostra — storia fu segnata proprio a partire dalla scuola, quando il padre e i nonni le dissero: Tu quest’anno non potrai pi andarci.

26 ottobre 2020 (modifica il 26 ottobre 2020 | 23:15)

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